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PROGETTO EDUCATIVO
SCUOLA
DELL’INFANZIA
“San
Raimondo”
Anno Scolastico
2010-2011
Identità della Scuola
Ciò che definisce l’identità della scuola è una visione vera della persona umana
e di ogni sua dimensione, quale si riceve dalla grande Tradizione della Chiesa,
nella convinzione che il bambino è in senso pieno una persona umana : con gli
stessi desideri di verità, di bene, di amore propri di ogni persona.
L’azione educativa infatti consiste nell’accompagnare il bambino nella realtà,
secondo i bisogni più veri del suo cuore così come è stato costituito dalla natura.
La realtà, fatta di cose, persone , avvenimenti, incontri, è opera di Dio
Creatore che vi ha inscritto un senso ed è compito dell’educatore affermare
l’esistenza del significato. Maria Zambrano dice che
“ ciò che è in crisi è quel misterioso
nesso che unisce il nostro essere con la realtà, talmente profondo e
fondamentale da essere il nostro intimo sostentamento”. Il bambino quindi
deve essere aiutato a vivere
positivamente tutta la realtà.
Centralità della Persona
Ogni persona è un dono, una creatura
“creata a immagine e somiglianza di Dio ,è un valore che deve essere
gradualmente svelato nel suo mistero e significato più profondo.
La reazione con la “persona” del
bambino deve adeguarsi allo sguardo con cui Cristo guardava i fanciulli ( con
cui ha guardato ognuno di noi adulti ): venerazione, rispetto, amorevolezza e
autorevolezza, condivisione del loro destino.
Centralità della Famiglia
I primi fondamentali soggetti dell’educazione sono i genitori. La scuola si pone
non come loro sostituto ma come loro aiuto e desidera rispondere alle domande di
cooperazione e sostegno alla loro azione educativa ed, in particolare,
collaborare affinché i figli vengano introdotti alla conoscenza della realtà
nella sua totalità e nella scoperta del suo significato.
La scuola infatti svolge efficacemente il suo compito nella misura in cui ha
coscienza che la sua specifica responsabilità deve porsi in continuità con la
realtà familiare, che costituisce l’origine biologica, umana e culturale dei
bambini e che struttura la loro identità di persone.
I genitori sono le persone più importanti per il bambino e da loro egli impara a vivere e a stare di fronte
alla realtà.
Gli insegnanti sono chiamati a testimoniare uno sguardo positivo e pieno di
attesa fiduciosa nel bambino che sta emergendo come persona: la scuola quindi lo
accoglie come portatore di una storia e di una identità che intende assumere e
valorizzare anche sotto il profilo didattico.
L’avventura educativa nella scuola cattolica inizia da una vera e propria “alleanza” con i genitori.
Orientamenti Pedagogici
a) Educazione come introduzione alla
realtà totale
E' la realtà, secondo tutte le sue dimensioni, il termine di ogni autentica
educazione.
Essa é all'origine del processo educativo, lo segue in ogni suo passo e ne
costituisce il termine finale: all'origine la realtà si presenta come
provocazione che attiva l'interesse e le dinamiche della persona; in ogni passo
ne costituisce il termine di verifica e alla fine ne rappresenta l'esito come
contenuto oggettivo della coscienza.
Il compito dell'educatore e dell'insegnante - in generale della scuola - è
quello di favorire, sollecitare, "insegnare" questo rapporto con la realtà,
senza mai pretendere di sostituirsi ad essa come termine di paragone ultimo.
L'adulto diventa così per il bambino colui che ha già mosso i suoi passi nella
realtà e che, quindi, è ragionevole seguire affinché un’analoga esperienza possa
ripetersi per sé.
b) Ipotesi esplicativa
La realtà è conosciuta e posseduta quando ne viene affermato il senso. Esso
stabilisce i nessi fra cosa e cosa, fra i vari fenomeni e momenti della realtà,
unificando ciò che all'apparenza e nell'immediatezza si presenta diverso e
irrelato.
Introdurre alla realtà significa, quindi, offrire un'ipotesi esplicativa
unitaria che all'individuo in formazione si presenti solida, intensa e sicura.
Tale ipotesi deve essere:
a) compresa, lealmente assunta e liberamente seguita;
b) paragonata all'insieme dei dati disponibili, delle esigenze personali e
sociali emergenti, e a possibili altre ipotesi.
c) Una proposta da seguire e verificare
Nell'introduzione alla realtà il bambino sviluppa la conoscenza del mondo
esterno e della realtà che lui stesso è. Accade così uno sviluppo delle capacità
conoscitive, affettive, critiche e relazionali che costituiscono la vita della
persona.
L'attenzione alla persona, nella sua singolarità e tipicità, è uno degli
elementi fondamentali di ogni autentica educazione. Il processo educativo,
infatti, avviene secondo uno sviluppo che valorizza attitudini e capacita di
ciascuno, nel rispetto dei tempi personali.
Così la conoscenza della realtà - sintomaticamente contraddistinta dall'impegno
con essa e dall'interesse, unito alla passione, verso tutto - non solo diviene
occasione di una crescita equilibrata e di positivo rapporto con l'ambiente, ma
segna anche la strada della consapevolezza di sé, cioè dell'autocoscienza.
Le dimensioni fondamentali di tale crescita sono:
1. La tensione alla conoscenza della
verità
Il fine di ogni conoscenza è la verità. La tensione a scoprire, riconoscere,
accettare la verità, costituisce uno dei caratteri fondamentali di un
atteggiamento intellettuale libero e autenticamente umano.
La verità è oggetto di conoscenza razionale e di affezione. Essa non può ridursi
a idea astratta o a discorso coerentemente logico, ma rappresenta, nel suo
insieme, il disvelarsi di come stanno le cose in realtà e interpella, dunque, il
rapporto che la singola persona ha con la realtà stessa.
Nel suo complesso, la scuola, inoltre, deve rendere esperti i bambini dei
diversi metodi di approccio che la realtà, nelle sue molteplici sfaccettature,
richiede, e dei diversi linguaggi e strumenti
2. La libertà e la moralità
Una proposta autenticamente educativa incontra la libertà dell'altro, sia in
quanto sollecita la responsabilità personale sia in quanto accetta differenti
modalità di risposta. In questo modo la libertà di ciascuno è rispettata e
favorita, nel confronto con gli intendimenti fondamentali della scuola e in
vista di una sempre maggiore crescita personale.
Se in senso generale la libertà come valore significa adesione all'essere e
possesso autentico delle cose, in senso più specifico, in ambito educativo, la
libertà si configura come adesione di tutta la persona a ciò che l'intelligenza
propone come bene e come inarrestabile cammino verso la verità delle cose.
L'importanza data alla libertà pone al centro della vita scolastica la persona
e, quindi la sua moralità, come impegno con la realtà e tensione ai fini
intravisti - il "meglio" per la propria vita, il "bene" per sé e per gli altri.
La moralità è, dunque, l'atteggiamento fondamentale della persona che è
implicato e richiesto in ogni momento del processo educativo, sia sul piano
conoscitivo – il riconoscimento disinteressato della verità - sia sul piano
esistenziale - l'accettazione dell'implicazione delle proprie scelte.
3. Dimensione comunitaria
La persona cresce tanto più liberamente quanto più è in grado di sviluppare le
dimensioni e i rapporti che la costituiscono. La "comunità" è dimensione della
persona, non fenomeno estrinseco e puramente collettivo.
In quanto dimensione, la comunità ha importanza per il bambino sotto il duplice
aspetto conoscitivo e morale.
Anzitutto, la vita comunitaria è origine di conoscenza e di cultura,
poiché in essa il sapere, che è incontro, dialogo, scoperta delle connessioni
fra una cosa e un'altra, può ritrovarsi nella sua concretezza e nella sua
tendenziale interezza.
In secondo luogo, la vita comunitaria sostiene e rende possibile la moralità
come habitus e aiuta la persona a permanere nella posizione di continua domanda,
dunque di viva coscienza della realtà.
Occorre infine ricordare che un processo di verifica personale difficilmente
avviene al di fuori di un contesto comunitario; nella comunità, infatti, la
proposta educativa è attualmente viva e solo da una comunità la persona può
essere adeguatamente favorita nell'impegno e nel rischio di una verifica.
L’identita’ del bambino
Concependo il bambino come soggetto attivo, impegnato in un processo di continua
interazione con i coetanei, gli adulti, l’ambiente e la cultura , ci proponiamo
di realizzare gli obiettivi generali quali, in questo stadio, quelli
della socializzazione, dell’identità e
dell’immaginazione:
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LA MATURAZIONE DELL’IDENTITA’
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LA CONQUISTA DELL’AUTONOMIA
- LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE
che si concretizzano nei seguenti obiettivi formativi:
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- Consolidamento degli atteggiamenti di sicurezza
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- Valorizzazione della stima di sè
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MATURAZIONE DELL’IDENTITA’
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- Rafforzamento della fiducia nelle proprie capacità
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- Espressione e controllo dei sentimenti e delle emozioni
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- Capacità di gestire sé stesso e le proprie cose
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- Apertura all’interazione con gli altri
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CONQUISTA DELL’AUTONOMIA
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- Accettazione del diverso da sé e del nuovo
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- Capacità di compiere scelte autonome
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- Rafforzamento delle capacità di trarre soluzioni ai diversi
problemi
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SVILUPPO DELLE COMPETENZE
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- Sviluppo del senso estetico e del pensiero scientifico
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- Valorizzazione dell’intuizione, dell’immaginazione,
dell’intelligenza creativa
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Bisogni:
- Autostima
- Appartenenza
- Sperimentazione
Compiti di sviluppo:
- Socializzazione
- Distinguere la realtà dalla fantasia
- Giocare
- Sviluppare le capacità comunicative
- Individuare il proprio ruolo nella società
- Conquistare le prime competenze nel controllo degli impulsi
LA SCUOLA
DELL’INFANZIA: I PILASTRI DELL’AZIONE EDUCATIVA
IL BAMBINO
E
LA SUA FAMIGLIA
Il bambino ha la radice e il principale riferimento nella sua famiglia.
Essa è il primo luogo nel quale impara a vivere e a stare di fronte alla realtà.
All’ingresso nella scuola dell’infanzia ha già una sua storia personale che gli
consente di possedere un patrimonio di atteggiamenti e capacità.
Egli è un soggetto attivo, curioso, interessato a conoscere e capire, capace di
interagire con i coetanei e gli adulti al di fuori dei legami parentali.
IL COMPITO
DELLA SCUOLA
La scuola dell’infanzia si pone quindi come primo aiuto sistematico alla
responsabilità
educativa della famiglia.
Per questo curiamo in modo particolare sia il momento del distacco per
l’inserimento sia, nell’arco degli anni, il rapporto con la famiglia come fonte
di identità e ricerca di un cammino adeguato ad ogni bambino.
La scuola dell’infanzia rappresenta per quasi tutti i bambini il primo luogo,
diverso dalla casa, in cui vivere con altri coetanei e adulti per molte ore al
giorno.
Questo passaggio può rappresentare un momento piacevole e rassicurante di
crescita solo se la scuola è capace di accogliere ciascun bambino, aiutandolo a
trovare, nell’incontro con nuove persone e con un nuovo ambiente, un riferimento
che lo rassicuri, ponendosi in continuità con la famiglia e offrendo l’apertura
a nuove esperienze.
Tale apertura non tarderà a tradursi in curiosità conoscitiva, che verrà
soddisfatta in modo sistematico nella scuola primaria
Il vero apporto che vogliamo dare è favorire un interessamento gioioso alla
realtà.
LA
PROPOSTA EDUCATIVA
Educare significa introdurre il bambino a conoscere la realtà e a scoprire che i
“frammenti della vita” sono legati da un significato.
Questa affermazione si esplicita attraverso una qualità di relazione con
l’insegnante che custodisce e tiene vivo nel bambino un rapporto di fiducia e di
positività verso la realtà.
Il criterio che deve sostenere una proposta educativa è riconoscere il bambino
nella sua globalità, cioè nella sua unità affettiva e cognitiva e nella domanda
di senso che ha sulla realtà.
L’INSEGNANTE
Se il vero apporto che la scuola dell’infanzia deve dare è il “favorire un
gioioso interessamento alla realtà”, l’insegnante deve essere persona ricca di
senso della realtà stessa, persona che vive la propria esperienza umana e per
questo desiderosa di comunicarla rendendo affascinante il cammino del bambino e
accompagnandolo nei passi quotidiani fatti di gioco, esplorazione, amicizia e
conquiste.
IL BAMBINO
Il bambino è “uno” che pensa, che è capace di un giudizio, che prova desideri,
che ha attese.
Per questo non pensiamo ad un modello di bambino precostituito, ma valorizziamo
ogni bambino per quello che realmente è, ne sollecitiamo la curiosità sì che
l’incontro con la realtà diventi stupore e desiderio di conoscere.
Ogni aspetto della sua persona viene così preso in considerazione perché ognuno
cresca avendo stima di sé e delle sue possibilità.
IL METODO
Il metodo educativo è la strada che aiuta il bambino a sviluppare tutte le
strutture individuali fino alla loro realizzazione integrale.
Esso è caratterizzato dall’esperienza, un’esperienza che non può essere
insegnata ma vissuta. Abbiamo verificato, che il bambino piccolo ha bisogno che
ogni proposta parta da un’esperienza concreta, sensibile, sperimentabile, in cui
il bambino viva da protagonista.
Tipica è l’espressione “guarda!” con la quale il bambino coinvolge l’insegnante
ogniqualvolta rimane egli stesso sorpreso da ciò che è accaduto.
L’esperienza è vera se ha una risonanza nell’intero mondo interiore del bambino
e mobilita la sua intelligenza, affettività e curiosità.
Non è solo il “fare”, ma è creare le condizioni perché il bambino possa compiere
un passo in più nella consapevolezza di ciò che gli accade.
L’esperienza genera quindi una coscienza di sé e una possibilità di crescita.
LA
PROGRAMMAZIONE
La programmazione prende avvio da una posizione intenzionale dell’adulto ma è
qualificata da ciò che accade “mentre” l’azione si svolge.
Ciò che accade rappresenta il “cuore” imprevedibile della didattica rispetto al
quale l’adulto ha un compito di osservazione e riflessione, è questo che segna
il passo per una nuova proposta.
LE ESIGENZE DEL BAMBINO DI 3 - 4 E 5 ANNI
Intorno ai tre anni il bambino ha maturato un rapporto con i genitori in cui ha
imparato a riconoscere sé stesso, normalmente questo avviene e ciò gli permette
di iniziare un’esperienza al di fuori della sua famiglia.
L’ingresso alla scuola dell’infanzia segna un passo importante nella vita di un
bambino perché incontra nuove figure di adulti e bambini diversi dalle figure
familiari con i quali può continuare l’avventura della scoperta di sé, degli
altri, delle cose: della realtà.
La compagnia nella scuola di un adulto ha il suo perno nella figura della
maestra ed è la possibilità che avvenga la crescita educativa del bambino.
L’attenzione alla routine quotidiana, all’uso delle proprie cose, al riordino
dei giochi, alle possibilità che offre lo spazio della sezione, al pranzo come
momento di esperienza, sono fondamentali per porre le premesse per iniziare una
storia insieme.
E’ importante che la giornata sia ritmata da momenti precisi che diventano punti
di riferimento sicuri e iniziano a costruire nel bambino una prima percezione
temporale.
Dar significato e attenzione ai gesti quotidiani diventa per il bambino una
possibilità concreta di impatto e rapporto con la realtà stessa e possibilità di
fare esperienza della dipendenza da essa.
Occorre considerare che il bambino ha bisogno di tempi lunghi per riconoscere
“amica” l’esperienza scolastica affinché in lui emerga la curiosità di
conoscere, di esplorare lo spazio, di scoprire i coetanei.
Lo spazio ed il tempo della scuola dell’infanzia permettono al bambino, fin
dall’inizio, di sperimentare il gioco come modo privilegiato di prendere parte
attiva alla realtà.
L’esperienza del gioco, della manipolazione, del segno lasciato sul foglio deve
essere libera dalla preoccupazione di un “prodotto”.
A questa età è evidente il suo bisogno di vivere queste esperienze con un
adulto, è questo che gli permette di provare gusto in quello che fa.
E’ fondamentale considerare che a questa età il bambino incontra e conosce la
realtà in modo fortemente unitario e con una percezione globale della stessa.
A quattro anni la scuola
dell’infanzia è per il bambino un conosciuto familiare ma permane il bisogno di
rifare l’esperienza che l’adulto è li per lui e con lui.
La certezza di questi legami permette all’”io” di aprirsi al “noi”.
Nel tempo il bisogno di conoscere e di essere riconosciuto si caratterizza con
la capacità di individuare compagni con cui interagire.
Il linguaggio verbale e non verbale si arricchisce, questo matura la
consapevolezza di sé, il desiderio
di comunicare le proprie esperienze personali e il bisogno di essere partecipe
degli eventi.
Il bisogno di conoscere, di scoprire e di organizzare gli strumenti per
incontrare la realtà si esprime attraverso il costante rapporto attivo che il
bambino ha con le cose, tutto lo incuriosisce, nascono le prime domande e si
delineano le prime operazione logiche.
L’osservazione e l’esperienza nei confronti della realtà, dei suoi colori, delle
sue forme, delle sue caratteristiche, il gioco che ne può nascere, le varie
modalità espressive che ne conseguono, entrano a far parte sempre più della
quotidianità della vita della scuola.
Il gioco si arricchisce si formano i primi gruppi, i bambini iniziano a
organizzarsi, è molto attivo il gioco simbolico, la sfera affettivo - emotiva
trova il suo spazio di espressione; il fantasticare e l’inventare situazioni,
supportate dalla verbalizzazione, sono le modalità più comuni di approccio alla
realtà.
Le regole che l’adulto pone non sempre corrispondono a quello che il bambino
vuole affermare, è una fatica che va sostenuta e motivata come possibilità data
per diventare grandi. La regola non è “gabbia” ma un confine che il bambino
lentamente riconosce come buono per se e come ciò che permette lo “stare bene”
insieme all’altro.
Si tratta di aiutare i bambini a sapere stare di fronte alla realtà delle
persone e delle cose con curiosità e stupore, sostenendo il desiderio di
conoscere e stabilire legami affettivi e conoscitivi.
Per questo è fondamentale imparare a guardare e ad ascoltare chi è più grande,
chi è autorità e introduce in cammino guidato alla realtà.
A questa età i bambini avvertono il fascino della narrazione di storie e di
fiabe che spalancano ad un orizzonte vasto in cui, in forma simbolica compaiono
gli eventi fondamentali della vita. Raccontare, da parte dell’adulto, è un gesto
che dà memoria e significato, è educazione del cuore e del desiderio di
felicità.
I bambini iniziano ad avere più consapevolezza della propria storia personale e
c’è viva curiosità riguardo alla storia familiare e parentale.
A 5 anni il bambino è certo di
ritrovare nell'adulto un riferimento stabile, sicuro e degli amici con i quali
ha condiviso scoperte, esperienze, giochi.
Questa certezza lo rende desideroso e capace di prendere iniziativa con la
realtà rischiando soluzioni personali.
Il bambino vuole essere riconosciuto nel suo diventare grande e desidera che
questo prenda forma nell'esperienza. Il bambino ha maturato una sua capacità di
comunicare le sue esperienze e lo vede sicuro nell'uso dei linguaggio verbale
completato dal linguaggio dei disegno: dall'uso del colore alla capacità di
utilizzare materiale diverso per tradurlo in immagini che sono espressive di ciò
che ha incontrato, ammirato e scoperto, il desiderio di comunicare l'esperienza
è maturata dal fatto che i legami con adulti e bambini si approfondiscono e
diventano significativi.
E' curioso di conoscere e scoprire, prova con piacere a costruire, disfare,
ricomporre, separare, progettare, trovare soluzioni, la realtà vuole essere
incontrata fin nel suo significato.
Le domande sui "perché” dicono di questo dinamismo che arriva a volte a
formulare una sua risposta.
Nella proposta dell’adulto è importante che sia mantenuto il carattere
dell'esperienza con l'attenzione che lo sviluppo della stessa diventi per il
bambino un ulteriore possibilità di conoscenza e di interiorizzazione di
concetti e simboli attraverso quelle operazioni logiche che permettano al
bambino di dare ordine alla realtà.
Un’ulteriore attenzione va data alla esigenza dei bambino di utilizzare in modo
fine la motricità della mano.
Il linguaggio richiede un'attenzione e una stimolazione adeguata, va curata la
verbalizzazione dei disegni e dei lavori dei bambini, la lettura di immagini, le
interviste, i racconti così da permettere al bambino di utilizzare la parola
all'interno di una relazione significativa.
La drammatizzazione, il teatro dei burattini, l'invenzione di storie sono la
possibilità di esprimersi, di comunicare in modo diverso e di collaborare per
costruire una progettualità insieme ad altri bambini.
Tutto questo risponde al bisogno dei bambino di comunicare e di rendere
partecipi gli altri di proprie esperienze.
METODO EDUCATIVO
a) Una proposta da verificare
La dinamica educativa è simile al destarsi della coscienza, dell'intelligenza e
dell'affettività di fronte alla realtà. Tale fenomeno, nella sua origine e nel
suo sviluppo, è sempre dovuto all'incontro con una proposta significativa per
l'esistenza, sostenuta da persone in grado di spalancare il bambino alla realtà
e di dare le ragioni adeguate dei passi che discretamente sono suggeriti.
Una proposta educativa implica, anzitutto, l'articolarsi nelle varie forme di
insegnamento di un’ipotesi esplicativa coerente e unitaria, in grado di spiegare
la realtà e risolvere i problemi emergenti. Tale proposta, concretamente
incarnata, costituisce l'elemento di autorevolezza necessario in ogni fenomeno
educativo.
Se l'accendersi del fenomeno culturale in un bimbo è, di norma, dovuto
all'incontro con un adulto che comunica una proposta di spiegazione della vita,
la scuola, nel suo complesso, deve articolare un'analoga comunicazione nella
pluralità delle personalità che la compongono e nella varietà dei suggerimenti e
delle suggestioni che offre.
In questo senso, il progetto educativo della scuola è essenzialmente legato alla
figura dell'adulto o "maestro", che incarna, in modo vivo e consapevole,
l'appartenenza alla "tradizione" che si propone ai bambini. In secondo luogo, le
attività e i laboratori trovano la loro più piena giustificazione nel costruire
possibilità di incontro consapevole e critico con la "tradizione" e nell'essere,
ciascuna secondo il proprio metodo specifico e propri strumenti, via d'accesso
alla realtà. Infatti, il valore educativo di ogni singola attività è dato dal
grado di apertura verso la realtà intera
sa generare.
L’adozione della didattica per laboratori e la cura nell’organizzazione degli
spazi interni e all’aperto serve per :
- Offrire “molteplici occasioni di esperienze sensoriali e
motorie”
- Creare e far evolvere le relazioni con i coetanei e con gli
adulti;
- Accrescere la naturale curiosità;
- Formare conoscenze sempre più strutturate.
Per quanto riguarda la metodologia:
·
LA VALORIZZAZIONE DEL GIOCO che costituisce una risorsa
privilegiata di apprendimenti e di relazioni. Favorisce rapporti attivi e
creativi sul terreno sia cognitivo che relazionale, consente al bambino di
trasformare la realtà secondo le sue esigenze interiori, di realizzare le sue
potenzialità e di rivelarsi a sé stesso e agli altri in una molteplicità di
aspetti, di desideri e di funzioni.
·
L’ESPLORAZIONE E LA RICERCA, che hanno
origine dall’energia psichica tipicamente infantile che va sotto il nome di
curiosità;
·
LA VITA DI
RELAZIONE che favorisce gli scambi e
rende possibile un’interazione che facilita la risoluzione di problemi,
sollecita a dare e ricevere spiegazioni.
b) L'educazione è un'esperienza: "fare
con"
Educare significa fare un'esperienza insieme. In tale esperienza il
coinvolgimento personale, il fare insieme all'adulto e agli altri compagni,
l'apporto originale che ciascuno può attivamente dare al lavoro comune, sono
elementi indispensabili.
L'esperienza e la competenza dell'adulto, nella condivisione con i più giovani,
vengono così comunicate con accento vivo e attuale, che esalta la familiarità
con l'oggetto conosciuto e ne rivela le possibilità di giudizio sulle vicende e
i problemi umani.
Il superamento della divisione fra adulto e bambino - ferme restando le
specifiche responsabilità - rende l'impegno con la realtà proficuo e costante e
spalanca al mondo circostante, senza sterili paure o ingenui entusiasmi.
L'ambiente nel quale si vive, che nella società odierna contribuisce in modo
determinante alla formazione della mentalità comune, viene così vissuto
dall'interno e in modo attivo, superando ogni possibile dualismo e ogni
frammentazione.
c) Condizioni
1. Il segno e il motivo di un’autentica apertura é l'attenzione al positivo, in
qualunque modo esso si presenti e da qualunque parte provenga. Tale
valorizzazione, che riguarda sia ciò che si incontra sia ciò che si scopre
dentro di sé, costituisce l'ipotesi di partenza più cordiale e concreta per un
proficuo sviluppo della personalità e del cammino di apprendimento.
2. Il paragone con una proposta educativa richiede un lavoro, ossia implica una
disciplina. La disciplina è anzitutto un contesto che vive di regole precise ed
essenziali, delle quali si possono in ogni momento e per tutti dare le ragioni,
mostrandone la pertinenza al fine da raggiungere. Il primo scopo della
disciplina sta nel sollecitare la responsabilità del bambino e il suo impegno
personale.
LE RISORSE
DELLA SCUOLA: IL TEMPO E LO SPAZIO
IL TEMPO
Il tempo e lo spazio della scuola sono il contesto quotidiano nel quale
l'educatrice e i bambini vivono la loro esperienza.
A scuola il bambino sperimenta il "tempo" nello scorrere della giornata: un
"tempo”dato dalla successione di momenti, ognuno dei quali collegato all’altro;
ogni giornata tende a ripetere con metodicità gli stessi momenti così da creare
punti stabili di riferimento.
In questa dimensione tutto acquista significato e ciascun bambino sperimenta la
sicurezza di sapere dov'è, con chi è e cosa può fare.
La routine quotidiana diventa così per il bambino l'incontro con un tempo
conosciuto e sicuro, un tempo atteso e previsto che, garantendo una sicurezza,
stimola all’esplorazione e alla scoperta.
L'accoglienza, il momento del tappeto, la cura di sé, il pranzo, il gioco, le
diverse proposte dell'adulto sono tutti momenti educativi; l'educatrice infatti
è quindi tesa a valorizzare ogni circostanza e istante della giornata.
L'ACCOGLIENZA
L'accoglienza dei bambino al suo arrivo a scuola avviene in salone
E' un momento importante e delicato in cui il bambino deve percepire che
qualcuno lo attende e lo introduce nell'incontro con i compagni e l'ambiente.
IL TAPPETO
E' lo spazio e il momento di ritrovo di tutti i bambini insieme all'adulto. Ci
si saluta, si vede chi c'è e chi non c'è, ci si racconta, l'adulto fa la sua
proposta.
E' il momento in cui i bambini sono aiutati a riconoscersi parte di una
compagnia.
CURA DI SE’
La cura di sé riguarda tutti quei gesti di vita quotidiana: andare in bagno,
lavarsi le mani, il riordino della sezione, l'attenzione alla propria persona.
L'adulto accompagna il bambino in questi gesti, lo aiuta, lo rassicura, non si
sostituisce a lui, non ha fretta perché consapevole che questi momenti sono la
possibilità di una scoperta corporea e di un prendersi cura di sé con piacere.
IL PRANZO
Il mangiare assume per il bambino un grande valore simbolico e affettivo.
L'adulto pranza insieme ai bambini e questo crea un momento di intimità
particolare; è qui che alcuni raccontano di sé, della propria casa favorendo il
crescere dei legami.
IL GIOCO
Il gioco è sicuramente la modalità privilegiata con cui il bambino incontra la
realtà, la rielabora e se ne appropria.
E' caratterizzato dal fatto che il bambino prende l'iniziativa in prima persona;
è vissuto in modo costruttivo e adeguato nel momento in cui avverte che l'adulto
ha stima di quello che fa. L'adulto pensa allo spazio e dà un tempo; nel gioco
c'è un bambino che sperimenta e un adulto che partecipa osservando,
intervenendo, permettendo che qualcosa accada, sostenendo le relazioni,
introducendo elementi nuovi e lasciandosi sollecitare, disponibili ad eventuali
cambiamenti.
LA PROPOSTA DELLA MAESTRA
E' il momento in cui l'insegnante pensa ad una proposta che continua e si
sviluppa nel tempo: a volte è l'incontro con un personaggio che coinvolge i
bambini in un'avventura, altre volte è il racconto di una fiaba che ci coinvolge
in un percorso, non ultimo la sollecitazione che può venire da un bambino e che
la maestra raccoglie e rielabora come proposta per tutti.
Questa modalità nasce dalla consapevolezza che dentro un’esperienza globale
avviene per il bambino un reale passo di crescita e di conoscenza.
Vivere un'esperienza insieme al bambino è un modo di pensare la programmazione
in cui l'adulto accompagna il bambino nella scoperta della realtà suscitando un
interesse, generando una curiosità, facendo emergere delle domande.
In questa dinamica le proposte favoriscono lo strutturarsi per il bambino di un
percorso individuale dove l'adulto non si sostituisce, ma può porre le
condizioni perché tale percorso si possa realizzare e diventi per il bambino una
possibilità di conoscere e fa proprie le cose.
Sempre nella relazione accade qualcosa di non previsto,
questo favorisce ulteriormente un cammino di conoscenza e di apertura alla
realtà.
LO SPAZIO
La sezione, punto di riferimento primario dei bambino, è strutturata in spazi
zona con una precisa valenza affettiva ed educativa.
L'ANGOLO DELLA CASA E DEI TRAVESTIMENTI
Qui il bambino, "giocando” alla mamma, al papà, al negozio ecc., sperimenta il
gioco simbolico e proiettivo.
Il bambino esprime, interpreta ruoli precisi attraverso il linguaggio verbale e
corporeo, comunica sentimenti ed emozioni in relazione all'esperienza familiare.
Nel gioco del "far finta" i bambini imparano ad organizzarsi ed a interagire tra
di loro, definendo i ruoli di ciascuno e avendo cura del materiale a
disposizione.
LO SPAZIO DELLE COSTRUZIONI
In questo spazio il bambino ha a sua disposizione materiale diverso: lego,
mattoncini di legno, clipo, legnetti, macchinine, piste, animali, personaggi,
ambienti ecc.
Il bambino progetta quello che vuole fare, pensa, riflette, risolve intoppi
tecnici, si accorge che per costruire un ponte deve usare due pezzi di legno
della stessa altezza, c'è un continuo porre e porsi dei problemi e risolverli:
“se….… allora....…" è la radice di ogni ragionamento. Tutto questo è
apprendimento a pieno titolo e pone le basi per ogni apprendimento futuro.
Il gioco delle costruzioni favorisce l'operare in gruppo per obbiettivi comuni
(es. costruiamo insieme).
SPAZIO GRAFICO-PITTORICO E DELLA
MANIPOLAZIONE
I bambini sono educati nell'uso adeguato dei materiale messi a loro disposizione
(pennarelli, pastelli a cera e di legno, colla, forbici, tempere, pennelli,
carta di vario tipo e dimensione), in questo spazio il bambino ha la possibilità
di esprimersi attraverso il materiale scelto.
I bambini hanno anche l'occasione di rapportarsi con materiali che hanno la
caratteristica di essere toccati, trasformati, plasmati o travasati, (didò,
pongo, creta, farina gialla, materiale naturale)
SPAZIO DEL GIOCO STRUTTURATO
Il materiale messo a disposizione è vario e graduato secondo l'età. L'uso dei
giochi strutturati (tombole, domino, puzzle, sequenze logiche, materiale di
seriazione, classificazione, corrispondenza, giochi con regole, blocchi logici
ecc.) permette al bambino di fissare, sistematizzare le esperienze, i vissuti ed
i processi logici avviati nel rapporto con il reale.
SPAZIO DELLA LETTURA
Un angolo della sezione è predisposto di tappeto morbido con cuscini e una
libreria con libri illustrati adeguati all’età dei bambini.
E’ la possibilità per loro di sfogliare e guardare, da soli o con gli amici, i
libri messi a disposizione e per l’educatrice è lo spazio in cui racconta…
Riteniamo importante l’esperienza del “raccontare” come possibilità data al
bambino di spalancare lo sguardo sulla realtà.
AMPLIAMENTO DELL'OFFERTA FORMATIVA
LA LINGUA INGLESE
L’impatto con la seconda lingua è parte integrante dell’attività
educativo-didattica della scuola dell’infanzia.
L'insegnante specialista affianca l'educatrice di classe in due momenti
settimanali.
La proposta fa leva sulla forte capacità ricettiva del bambino in età prescolare
a qualsiasi forma di comunicazione.
Questa naturale apertura al nuovo e al diverso facilita la comprensione e
l'imitazione di ciò che i bambini ascoltano e incontrano.
La lingua inglese viene proposta come esperienza inserita nella loro
quotidianità, questo favorisce l'assimilazione di suoni diversi, la comprensione
dei loro significati e permette di mantenere nel tempo l'atteggiamento di
apertura proprio dei bambini di questa età.
Sarà questa la base positiva sulla quale si inseriranno i successivi interventi
per l’apprendimento della lingua inglese.
PSICOMOTRICITA'
Per i bambini di 4 e 5 anni è prevista un'ora di educazione psicomotoria
settimanale.
L'attività è condotta in palestra da un insegnante specialista in compresenza
con l'insegnante di classe.
Il contributo che l’educazione psicomotoria fornisce è nella definizione di una
identità corporea, di un sé corporeo e delle sue possibilità di interazione con
l’ambiente.
La forma utilizzata è il gioco in quanto coinvolge la totalità della persona
(ragione, affezione, capacità)
Per tutti i bambini l'attività viene preceduta da una richiesta dell'insegnante
che lo aiuta a vivere questo momento seguendo le regole indicate.
ESPERIENZA MUSICALE
L’incontro settimanale con l’insegnante esperto di musica sviluppa e favorisce
la familiarità con il linguaggio musicale come espressione della persona,
desideriamo offrire la possibilità ai bambini di arricchire il proprio bagaglio
espressivo globale.
Inoltre l’ordine nel tempo e nel movimento favorisce l’aspetto
logico-matematico.
Vari fattori entrano in gioco:
- la voce modulata espressivamente
- la partecipazione coordinata nel tempo (con il canto, il movimento o
l’utilizzo di strumenti didattici)
Altra caratteristica della proposta musicale è quella di associare alle
esperienze didattiche della scuola canti che ne riassumano i contenuti favorendo
così nei bambini la memoria e l’immedesimazione con l’esperienza proposta.
In particolare con i bambini di 5 anni si svolgono attività di gioco che hanno
come oggetto specifico la ritmica e l’educazione all’ascolto.
CORSI DI NUOTO
Come aiuto allo sviluppo armonico dei corpo è prevista l'attività di nuoto. Il
corso, facoltativo, prevede una
mattina presso una piscina .
LE GITE
Il valore delle uscite costituisce la possibilità offerta al bambino di venire a
diretto contatto con nuovi ambienti legati ai suoi interessi oppure a situazioni
che prolungano in qualche modo il lavoro proposto durante l’attività specifica
della scuola.
Si svolgono almeno due uscite durante l'arco dell'anno scolastico.
I RAPPORTI SCUOLA-FAMIGLIA
L'INSERIMENTO
L'attenzione a ogni bambino, riconosciuto nella sua unicità, inizia nel momento
in cui i genitori si rivolgono alla scuola per iscrivere il proprio figlio.
Un colloquio con
la Coordinatrice ha lo scopo di cogliere le domande dei
genitori e di verificare la corrispondenza con la proposta educativa della
scuola.
A settembre, prima dell'inizio della frequenza, i genitori incontrano le
insegnanti: è l'occasione perché possano conoscersi e, per i genitori, la
possibilità di parlare del bambino.
Per permettere una maggiore attenzione ad ogni singolo bambino l'inserimento è
organizzato a piccoli gruppi: ogni bambino ha la sua data di inizio che viene
comunicata ai genitori durante il colloquio con le insegnanti.
La permanenza a scuola ha una scansione graduale nel tempo che rispetta il
bisogno di sicurezza di ciascun bambino.
INCONTRI SCUOLA-FAMIGLIA
Si ritiene importante, nel rispetto dei
ruoli di ciascuno, la condivisione da parte della famiglia, della proposta
educativa della scuola in un rapporto di reciproca fiducia.
Questa posizione si concretizza nella proposta di momenti comuni:
◊
Le assemblee di sezione sono l'occasione di confronto e
verifica dell'esperienza che i bambini stanno vivendo
◊
I colloqui personali con le insegnanti sono il momento
di riflessione sulla crescita di ogni singolo bambino. Possono essere richieste
dalle famiglie o dalle insegnanti stesse.
◊
Incontri su tematiche educative
◊
I momenti di festa (festa di inizio e fine anno, festa
di Natale, festa dei nonni) sono occasioni importanti perché permettono alle
famiglie di partecipare e prendere consapevolezza del valore educativo della
scuola.
◊
Gli strumenti di comunicazione possono essere diversi
(messaggi inviati ai genitori, avvisi esposti nella bacheca), tutti hanno lo
scopo di far conoscere ai genitori i passi più significativi dell'esperienza.
◊
In ogni sezione, all'inizio dell'anno scolastico viene
eletto un rappresentante di classe che ha lo scopo di aiutare il dialogo fra i
genitori e la scuola.
INSERIMENTO HANDICAP
La nostra scuola è aperta al bisogno, anche dei bambini che presentano problemi
relazionali e sensoriali.
Il riferimento di questi bambini è l'insegnante di sezione che cura in modo
particolare la relazione.
L'insegnante di sostegno non lega a sé, ma favorisce un'apertura alla realtà
della classe e sa adeguare il percorso didattico alle capacità e alle abilità
dei bambino.
La scuola è aperta a tutti :
diversamente abili e stranieri.
LA VALUTAZIONE
La valutazione è dare valore al bambino che sta facendo un cammino aiutandolo a
compiere dei passi.
Avviene innanzitutto nel rapporto fra l'insegnante e il bambino e,
contemporaneamente, fra l'insegnante e la famiglia.
LA DOCUMENTAZIONE
La documentazione ha il valore di trattenere l'esperienza dei bambino, si attua
attraverso due strumenti:
per la scuola:
ogni insegnante annota periodicamente il punto di crescita di ogni bambino,
raccoglie le sue osservazioni in un fascicolo personale che verrà poi consegnato
alla Direttrice della scuola primaria dell'istituto.
Esso costituisce, unitamente al rapporto con
la Direttrice stessa, il punto di continuità da un livello
all'altro di scuola.
Per il bambino e la famiglia:
Alla fine di ogni anno scolastico, viene consegnato ad ogni bambino un "libro"
che raccoglie, attraverso i disegni, le fotografie e le “interviste”, tutta
l'esperienza vissuta.
Scuola e territorio
La scuola d’infanzia è inserita in un preciso territorio, svolge un ruolo
sociale e collabora con tutte le agenzie educative territoriali e istituzionali.
Costante è il rapporto con le istituzioni sia per l’attività didattica
(Conservatorio Musicale , teatro, …… ) sia in base alle convenzioni previste.
Si terranno incontri per accompagnare i bambini e i genitori alla nuova
esperienza della scuola primaria.

OBIETTIVI FORMATIVI PER CAMPI DI ESPERIENZA DELLA
SCUOLA DELL’INFANZIA
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AREE DI SVILUPPO
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IL SE’ E L’ALTRO
Le grandi domande,
il senso morale,
il vivere insieme
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IL CORPO IN MOVIMENTO
Identità, autonomia, salute
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LINGUAGGI, CREATIVITA’, ESPRESSIONE
Gestualità, arte, musica, multimedialità
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I DISCORSI E LE PARORE
Comunicazione, lingua, cultura
|
LA CONOSCENZA DEL MONDO
Ordine, misura, spazio, tempo, natura
|
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MOTORIA
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·
Sviluppare il senso dell’identità personale
·
Esercitare le potenzialità relazionali
·
Rafforzare l’autonomia motoria
·
Capire le azioni degli altri
·
Operare in gruppo discutendo per darsi regole di azione.
|
·
Raggiungere una buona autonomia personale
·
Conoscere il proprio corpo e le parti che lo compongono e lo differenziano
·
Avere cura di sé, e assumere comportamenti di igiene personale e di sana
alimentazione
·
Provare piacere nel movimento libero e guidato
·
Muoversi con destrezza nello spazio circostante prendendo coscienza della
lateralità, della coordinazione e dell’equilibrio
·
Muoversi con destrezza usando materiali specifici.
·
Muoversi individualmente e in gruppo, all’interno della scuola e all’aperto,
rispettando regole di azione valorizzando la collaborazione
·
Esercitare le ritmiche del corpo
|
·
Esercitare le potenzialità espressive del corpo
|
·
Sviluppare l’attenzione la capacità di concentrazione, l’ascolto e terminare il
proprio lavoro
|
·
Esercitare le potenzialità conoscitive, del corpo
|
|
RELAZIONALE
|
·
Essere consapevole delle proprie esigenze e dei propri sentimenti e saperli
controllare ed esprimere in modo adeguato
·
Conoscere
la Storia personale e familiare
·
Sviluppare un senso di appartenenza alla Comunità
·
Porre domande sui temi esistenziali, religiosi, culturali
·
Essere consapevole su ciò che è bene e male
·
Essere consapevole dei diritti e dei doveri
·
Essere consapevole delle differenze e averne rispetto
·
Interiorizzare regole di comportamento e assumere responsabilità
·
Valorizzare la collaborazione
|
·
Giocare e lavorare in modo costruttivo e creativo
|
·
Riflettere, confrontarsi e discutere con adulti e bambini, rendendosi conto che
esistono punti di vista diversi
|
·
Ascoltare gli altri e dare spiegazioni del proprio comportamento e del proprio
punto di vista.
|
·
Comprendere chi è fonte di autorità e di responsabilità nei diversi contesti.
|
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ESPRESSIVO-LINGUISTICA VERBALE
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·
Parlare, discutere con coetanei ed adulti rispettando il proprio turno ed il
parere altrui
|
·
Esprimersi attraverso diverse forme di rappresentazionee drammatizzazione
|
·
Sviluppare, padroneggiare l’uso della lingua italiana e arricchire il
vocabolario
|
·
Dialogare, discutere e progettare confrontando ipotesi e procedure
·
Raccontare ed utilizzare le varie possibilità che il linguaggio del corpo
consente
·
Inventare e raccontare storie
·
Sviluppare fiducia nell’esprimersi e comunicare agli altri le proprie emozioni,
sentimenti, domande, pensieri attraverso il linguaggio verbale
·
Raccontare, inventare, ascoltare e comprendere narrazioni lette, storie
chiedendo spiegazioni e significati
·
Sviluppare un repertorio linguistico adeguato alle esperienze e agli
apprendimenti compiuti nei diversi campi di esperienza
·
Riflettere sulla lingua parlata, confrontare lingue diverse, riconoscere,
apprezzare la pluralità linguistica e il linguaggio poetico
·
Formulare ipotesi sulla lingua, forme di comunicazione, utilizzando anche le
tecnologie
|
·
Manipolare, smontare, montare….. seguendo un percorso proprio o di gruppo e
seguendo specifiche indicazioni
·
Toccare, guardare elementi naturali e non.
·
Assaggiare cibi di provenienza animale e vegetale.
|
|
ESPRESSIVO-LINGUISTICA NON VERBALE
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|
|
·
Conoscere e rappresentare le diverse parti del corpo in stasi e in movimento
·
Seguire con attenzione e interesse rappresentazioni teatrali, musicali,
cinematografici
·
Esporare ed utilizzare con creatività i materiali che a disposizione
·
Eseguire suoni, ritmi e sequenze sonoro-musicali
·
Esporare i primi alfabeti musicali dei suoni percepiti e riprodurli
·
Esporare, conscere ed esprimersi attraverso diverse forme artistiche.
|
·
Dimostrare interesse per l’ascolto di musiche,canzoni e poesie
·
Comunicare ed esprimere emozioni e sentimenti
·
Esprimersi attraverso il disegno,la pittura e altre attività
manipolative,utilizzando diverse tecniche espressive
·
Sviluppare fiducia nell’esprimersi e comunicare agli altri le proprie emozioni,
sentimenti, domande,pensieri attraverso il linguaggio verbale.
|
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COGNITIVA
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|
·
Eseguire correttamente un percorso motorio sulla base di indicazioni verbali
·
Orientarsi nel tempo e nello spazio in azioni di vita quotidiana
|
·
Riferire eventi del passato recente dimostrando consapevolezza della loro
collocazione temporale.
·
Formulare correttamente riflessioni e considerazioni relative al futuro
immediato e prossimo.
|
·
Riuscire a comunicare ed a trasmettere le fasi più significative di quanto
realizzato
·
Utilizzare un linguaggio appropriato per descrivere le osservazioni o le
esperienze
|
·
Operare individualmente e in gruppo,
sciegliendo con cura materiali e strumenti
·
Progettare e realizzare piani in relazione al progetto ideato
·
Sviluppare l’attenzione, la capacità di concentrazione, l’ascolto e terminare il
proprio lavoro.
·
Scoprire e percepire suoni e rumori attraverso la produzione musicale, vocale e
sonora dei corpi e degli oggetti.
·
Raggruppare e ordinare secondo criteri diversi
·
Confrontare e valutare quantità
·
Utilizzare semplici simboli per registrare
·
Compiere misurazioni mediante semplici strumenti
·
Collocare correttamente nello spazio se stesso, persone e oggetti
·
Osservare e comprendere mutamenti dei fenomeni naturali
·
Cogliere le trasformazioni naturali e degli organismi viventi
·
Esplorare e scoprire le funzioni degli strumenti tecnologici, le loro funzioni e
possibili usi
·
Sviluppare la curiosità, la voglia di esplorare, di porre domande.
·
Formulare ipotesi, chiedere spiegazioni, ricercare azioni e soluzioni.
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