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Carta formativa della scuola
cattolica dell’infanzia
L’IDENTITÀ della SCUOLA
1.
È necessaria la
viva consapevolezza che
la Scuola materna, in quanto espressione ed istituzione della
Chiesa cattolica, ha una sua propria identità.
L’identità cattolica non è esclusiva ma
inclusiva, nel senso che in Cristo tutto ciò che è vero, buono, bello è
custodito, promosso ed elevato. Pertanto, in linea di principio nessun bambino
deve essere rifiutato, per nessuna ragione.
2.
L’identità della
Scuola cattolica è costituita dai seguenti fattori.
Una visione vera della persona umana e di ogni
sua dimensione, quale riceviamo dalla grande Tradizione della Chiesa, nella
convinzione che il bambino è in senso pieno una persona umana: con gli stessi
desideri di verità, di bene, di amore propri di ogni persona umana.
L’azione educativa consiste nell’introdurre il
bambino nella realtà, interpretata nella luce della Tradizione ecclesiale. La
realtà, fatta di cose e persone, è opera di Dio creatore che vi ha inscritto un
senso.
La relazione colla persona del bambino deve
adeguarsi allo sguardo con cui Cristo guardava i bambini: venerazione e
rispetto; amorevolezza ed autorevolezza; condivisione del loro destino.
La corresponsabilità attiva dei genitori:
corresponsabilità della proposta e della conduzione educativa.
3.
La crescita della
persona è ritmata dal tempo. Anche quella del bambino, quindi. La crescita del
credente è ritmata dal tempo della fede, dal tempo liturgico.
La celebrazione delle feste della fede è
elemento costitutivo della crescita del bambino. Soprattutto le due feste
fondamentali della Chiesa: Natale e Pasqua-Pentecoste.
La celebrazione delle feste della fede è il
contesto in cui deve essere trasmessa al bambino la dottrina della fede mediante
un’adeguata catechesi.
La trasmissione della dottrina della fede
avviene mediante l’introduzione in uno stile di vita [stile del gioco, dello
stare a tavola, del rapporto cogli amici…] che sia sostanziato dalle verità di
fede imparate e celebrate.
4.
La natura e
l’identità ecclesiale della Scuola cattolica richiede una stretta connessione
con
la Chiesa locale non solo nella intenzionalità di fondo, ma
anche nel coinvolgimento colle grandi linee pastorali diocesane.
La Scuola materna dovrà poi avere un particolare legame con
l’Ufficio catechistico diocesano e con l’Ufficio diocesano famiglia. Il
referente è il Vicario episcopale per
la Cultura e
la Scuola.
5.
È compito del
Parroco nel cui luogo è situata
la Scuola vigilare perché ne sia custodita l’identità
ecclesiale.
I SOGGETTI
6.
Il gestore legale
è il responsabile primo dell’identità della Scuola.
Tale responsabilità è bene che sia
ordinariamente condivisa da un Comitato di gestione (diverso dal Consiglio degli
affari economici, in caso di gestione parrocchiale), composto da persone: a) di
indiscussa ortodossia di fede ed esemplarità di vita; b) di provata competenza
ed esperienza educativa.
Sarà cura del Regolamento che ogni scuola dovrà
darsi, definire in modo più preciso le attese, la storia e le circostanze
proprie di ogni scuola, la responsabilità del Comitato di gestione.
7.
Poiché la prima e
fondamentale condizione di efficacia dell’opera educativa è l’unità interna del
progetto educativo e la profonda armonia degli educatori-insegnanti, in ogni
scuola vi sia
la Coordinatrice didattica, nominata dal gestore legale.
La Coordinatrice didattica ha la responsabilità dell’attuazione
del POF e del PE, e quindi cura che l’opera dei docenti sia veramente
coordinata.
8.
È compito della
Coordinatrice didattica presiedere i Collegi; tenere i rapporti col Gestore
legale; intervenire sempre nel Comitato di gestione, con diritto di parola.
Sarà cura del Regolamento della Scuola definire
in modo preciso figura e compiti della Coordinatrice didattica.
9.
I primi
fondamentali soggetti dell’educazione sono i Genitori.
La Scuola si pone non come loro sostituto, ma come loro aiuto.
L’avventura educativa nella scuola cattolica
inizia da un vero e proprio "patto educativo" siglato coi genitori.
10.
Al momento dell’iscrizione, la scuola presenta
ai genitori
la Carta formativa (CF), il Progetto educativo (PE) e il Piano
dell’offerta formativa (POF). I genitori, anche quelli non cattolici dovranno
sottoscrivere il Progetto educativo (PE). In caso di rifiuto e permanendo la
domanda di iscrivere il figlio, si interpelli il Gestore legale, il quale decide
udito il Vicario Episcopale per
la Cultura e
la Scuola.
Durante l’anno scolastico si programmino alcuni
incontri fra insegnanti, genitori e gestore, che siano momenti di riflessione
sui grandi temi dell’educazione e di condivisione delle gioie e difficoltà della
prassi educativa sia in famiglia sia nella scuola.
11.
Nessuna domanda di iscrizione deve essere
rifiutata per ragioni religiose, a causa dello stato civile del genitore, o per
altra ragione, se egli sottoscrive sia
la Carta formativa sia il progetto educativo.
Qualora rifiutasse qualche punto essenziale dei
medesimi e perseverasse nella domanda di iscrizione,
la Coordinatrice didattica valuti caso per caso riferendosi
comunque al Gestore legale.
La decisione presa sia messa a conoscenza in
tutti i suoi particolari significativi sia al Presidente della FISM sia al
Vicario Episcopale per
la Cultura e
la Scuola, al fine di seguire criteri il più possibile
uniformi.
12.
Nell’elaborazione del Progetto educativo e del
regolamento si presti particolare cura nel progettare e regolare la necessaria
presenza e corresponsabilità dei genitori.
13.
L’attività educativa nella Scuola è compiuta in
primo luogo dagli Insegnanti, persone adulte ed autorevoli che prendono sul
serio la persona del bambino e tutte le sue domande.
Il compito primario dell’insegnante è di
favorire il rapporto del bambino colla realtà, aiutandolo a sistemare e
organizzare l’esperienza, introducendolo al significato della realtà.
14.
Oltre le necessarie qualità professionali
richieste ed indispensabili dalle leggi civili, l’insegnante dovrà:
·
possedere una
solida conoscenza della visione cristiana dell’uomo e della dottrina della fede;
·
accogliere con
docile ossequio dell’intelligenza e della volontà l’insegnamento del Magistero
della Chiesa:
·
vivere
un’esemplare vita cristiana.
15.
Oltre ai titoli richiesti dalla vigente
legislazione civile, nell’assunzione di nuovi insegnanti il Gestore legale deve
dare la precedenza a chi ha frequentato almeno il triennio dell’Istituto
Superiore di Scienze Religiose, conseguendo il relativo titolo accademico.
16.
Per una valutazione complessiva delle persone da
assumere, la gestione della scuola, oltre a quanto già indicato, tenga anche
conto che una comunità educante cristianamente fondata, può svolgere una
significativa esperienza di testimonianza per gli adulti che vi entrano con
disponibilità. Di fronte ad eventuali casi problematici, di esplicita distanza
dai requisiti esposti, è bene che si attivi un confronto con il Vicario
episcopale di riferimento.
17.
Ogni insegnante sia sempre consapevole
dell’incomparabile dignità della persona di ogni bambino, trattandolo con somma
riverenza, anche quando è necessaria la correzione; non dimentichi mai che nel
bambino le è consegnato il destino di una persona; preghi spesso per i bambini
affidatigli; non perda mai di vista l’identità cattolica della Scuola.
18.
L’insegnante religiosa consideri la missione
educativa uno dei servizi più preziosi oggi alla Chiesa. Nella fedeltà
quotidiana al proprio carisma fondazionale troverà la prima e più importante
ispirazione alla sua missione educativa.
SCUOLA E COMUNITÀ CIVILE
19.
L’educazione civica proporzionata all’età è
parte integrante dell’educazione integrale del bambino.
In particolare si curi una profonda educazione
alla fraternità anche con bambini provenienti da altri popoli e culture.
20.
A giudizio del gestore legale e degli
insegnanti, è opportuno che la scuola partecipi ad iniziative di tipo
ambientale, storico e formativo, in collaborazione con le altre istituzioni del
territorio, sempre nella salvaguardia della propria identità ecclesiale.
SCUOLA E COMUNITÀ ECCLESIALE
21.
Anche se la maggioranza dei bambini non proviene
dalla Parrocchia nel cui territorio
la Scuola è situata, essa deve essere profondamente innestata
nella comunità parrocchiale.
22.
È raccomandato al parroco che visiti
frequentemente la scuola, intrattenendosi con insegnanti e bambini.
Ogni anno sia celebrata in parrocchia la festa
della scuola nei modi ritenuti più opportuni, al fine di educare i fedeli a
giudicare la scuola come espressione della comunità parrocchiale.
23.
È da raccomandare un vero e proprio volontariato
fra i fedeli, al servizio della scuola per le varie necessità.
24.
Momento privilegiato per favorire un rapporto
reale e sostanziale della Scuola colla parrocchia, è la condivisione dei momenti
particolarmente significativi propri di ogni comunità parrocchiale, quali feste,
celebrazioni particolari, iniziative benefiche.
25.
Quando il gestore legale non è la parrocchia ma
altro ente [quali per es. Fondazioni, Cooperative] di ispirazione cristiana,
esso si attenga agli orientamenti sopra indicati, evitando che
la Scuola sia avulsa dalla parrocchia.
26.
Se la scuola è frequentata da bambini non di
religione cattolica, e si ritiene che una particolare iniziativa possa violare
il diritto alla libertà religiosa dei genitori e quindi del bambino, si risolva
la questione sempre attraverso un dialogo chiaro con essi. In ogni caso,
l’identità ecclesiale della Scuola va comunque salvaguardata.
27.
Si inizi sempre la giornata scolastica con la
preghiera.
Secondo le indicazioni dell’Ufficio catechistico
diocesano, deve essere presente – nei modi adeguati all’età – l’esplicito
insegnamento della Religione cattolica.
DISPOSIZIONI FINALI
28.
È compito della FISM o dal Gestore organizzare
ogni anno incontri formativi.
Essi si propongono la formazione culturale degli
insegnanti, svolgendo temi riguardanti: a) la visione cristiana dell’uomo; b) i
punti più problematici della cultura contemporanea; c) la dottrina cristiana
dell’educazione.
29.
La singola scuola, oppure più scuole dello
stesso territorio, oppure le scuole presenti nell’Unità pastorale [dove queste
sono state già costituite] curino di offrire ogni anno ai genitori almeno due
incontri formativi [per es. inizio e fine anno scolastico].
30.
Nella cornice della presente Carta formativa
sarà cura di ogni scuola darsi un proprio Progetto educativo ed un proprio
Regolamento interno.
Sia l’uno che l’altro è augurabile che siano
formulati attraverso la collaborazione del Gestore, degli Insegnanti, dei
Genitori, nel rispetto dei ruoli e delle competenze propri di ciascuno.
Alla fine di ogni anno scolastico è bene che
tutte le componenti responsabili del processo educativo verifichino l’attività
svolta, per individuare punti di forza, possibilità di crescita ed eventuali
strategie correttive.
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